Blog - Insonnia: se la riconosci la curi PDF Stampa E-mail
Scritto da Vincenzo Natale, Miranda Occhionero   
Numero 216 - anno 2009 - pagg.   
La società attuale promuove il mito dell’efficienza sempre e comunque, estremizzando il vecchio detto “chi dorme non piglia pesci”. Tanto che gli psicologi della salute hanno provocatoriamente rovesciato tale aforisma (“chi non dorme non piglia pesci”) sottolineando come non si possa avere una soddisfacente vita diurna senza una soddisfacente vita notturna.

La riduzione della quantità e/o qualità del sonno (insonnia) può colpire ogni età e ceto sociale, e può pertanto definirsi un disturbo ubiquitario. L’insonnia al suo esordio è spesso sottovalutata, sia dal paziente che dal terapeuta. Il paziente rinvia la ricerca di un aiuto specialistico pensando che il problema si risolverà da sé, e il medico non sempre impiega il tempo necessario per effettuare una attenta diagnosi differenziale. Ciò spiega come mai l’insonnia tende frequentemente a cronicizzare. Essendo molteplici le cause che possono portare all’insonnia il ruolo della diagnosi differenziale riveste un ruolo assai cruciale. Valutare le caratteristiche e la storia temporale dell’insonnia è il primo passo verso la sua corretta comprensione e l’approccio terapeutico più appropriato.
I pazienti insonni che si rivolgono ai centri per i disturbi del sonno hanno lunghe storie alle spalle, caratterizzate anche dai così detti “pellegrinaggi della salute”. Tali esperienze portano all’errata convinzione che di fronte all’insonnia non si possa fare nulla. Sarebbe veramente interessante se i lettori che hanno sofferto o soffrono di insonnia o gli operatori del settore intervenissero raccontando le loro esperienze.

 

Leggete l'intero articolo nel numero di novembre dicembre della rivista.

 
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