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Scritto da Guido Petter
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Numero 216 - anno 2009 - pagg.
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Che riflessi può avere la narrativa nella vita di un adolescente? Essa può ampliare la sua conoscenza della realtà; sensibilizzarlo ai problemi che la vita presenta, e alle possibili soluzioni; offrirgli occasioni per condividere sentimenti, stati d’animo, emozioni; indurlo a riflettere su certe decisioni e sui valori ai quali ci si può ispirare nel prenderle; aiutarlo a elaborare una ”idea di sé” coerente. Questi riflessi sono più o meno profondi a seconda che il testo sia un romanzo o una “memoria”. Queste considerazioni possono venire sviluppate e discusse. Ad esempio: i riflessi, o conseguenze, descritti hanno tutti la stessa rilevanza? Ve ne sono altri oltre a quelli considerati? Quali ricordi, al riguardo, serbate della vostra adolescenza? Quali osservazioni potete fare come genitori o insegnanti con figli o allievi adolescenti? Avete notato differenze fra maschi e femmine? Quali possibilità vi sono di indurre un adolescente a leggere un certo libro, o a riflettere su un libro letto? Come si colloca la lettura di testi narrativi rispetto ad altre attività come l’uso della TV, la frequentazione di un cinema, la navigazione in Internet, l’ascolto di musica, l’incontro con gli amici?
Troverete un articolo sullo stesso argomento nel numero di novembre dicembre della rivista.
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L'amore per la lettura ho sempre cercato di trasmetterla alle mie figlie ore adolescenti, sia come madre che come insegnante, forse perchè io ho sempre letto molto. Purtroppo ho avuto l'effetto contrario, ossia uno sfuggire a ciò che è scritto se non per dovere di studio. Questo mi addolora molto, perchè prendere in mano un libro e dare inizio alla lettura vuol dire scoprire nuove realtà, vivere insieme al protagonista esperienze ed emozioni che possono fare conoscere delle parti nascoste del nostro essere. Leggere è per me conoscenza, empatia, sviluppo della fantasia, scoperta, svago...peccato che i nostri figli preferiscono il gioco del nintendo al posto di un sano e buon libro.
Per me la lettura è fondamentale.Per questo mi piacerebbe farla diventare una base fondamentale del mio lavoro di psicologa. Esistono master e/o corsi che spiegano come si può conciliare per ogni terapia una buona lettura?
Gent. C.s.
non so rispondere alla sua domanda riguardo ai corsi per imparare a consiliare per ogni terapia una buona lettura, sono d'accordo con lei, però che la lettura ha un impatto rilevante sulla persona che legge sia per (ri)vivere esperienze, sia per confrontare il proprio vissuto con quello di altri, sia per rispecchiarsi in situazioni altrui e ritrovarsi nel modo di reagire, sia per vedere soluzioni e reazioni alternative alle proprie. Tutto ciò avviene spesso in maniera inconsapevole nel lettore, ma i significati che giungono alla mente (e al "cuore") attraverso la lettura, lavorano a lungo nell'inconscio e emergono al momento opportuno.
Io mi occupo di letteratura per l'infanzia e i ragazzi e anche nei libri per i giovani lettori si trovano le più disparate tematiche e situazioni. Mi è capitato ancora di collaborare con psicologi per selezionare, per esempio, delle letture per i bambini, sul tema dell'adozione o per ragazzi sul tema del bullismo.
Penso che la collaborazione tra diverse competenze e professionalità possa essere molto proficua e costituire, forse, una valida alternativa ad un eventuale corso del tipo riguardo cui lei chiedeva informazioni.