Blog - Abusi in sacrestia PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabrizio Mastrofini   
Irlanda, Stati Uniti, Canada, Australia, Germania, Italia, sono i paesi che disegnano la mappa degli abusi sessuali commessi dai sacerdoti ai danni dei minori. Nonostante le dimissioni dei vescovi, le citazioni in tribunale e le diocesi statunitensi in bancarotta per pagare i danni, l’impressione è che la strategia ecclesiale non ha finora messo in atto soluzioni adeguate. Negli Usa diversi studi sulle riviste cattoliche specializzate in pastorale e psicologia si sono chiesti per quale motivo gli abusi si siano ripetuti per anni, per quale motivo i genitori non si siano accorti di nulla e le stesse vittime abbiano vissuto nell’impressione di non venire credute. Le famiglie nella cultura cattolica, anglosassone in modo particolare, trovano che sia una speciale forma di onore e di considerazione ricevere tanta attenzione da parte del loro sacerdote, del loro parroco e certamente non sospettano che possa nascondersi in lui un violentatore. Molte vittime hanno rivelato, a distanza di anni, che non parlavano semplicemente perché sentivano di non poterlo fare, e pensavano di non poter venire credute. Connesso a questo aspetto c’è il “clericalismo” della Chiesa, che ha elaborato nei secoli una struttura sacramentale per cui sacerdoti e vescovi vengono ricoperti da un’aura sacrale rinforzata dal loro vivere separati, indossare abiti diversi, non sposarsi. La psicoterapeuta statunitense Marianne Benkert nota che la Chiesa cattolica ha lasciato intatta la cultura clericale, proteggendo i sacerdoti e sacrificando i più vulnerabili.

Che cosa ne pensate?


Nel numero di marzo della rivista potrete leggere un articolo dello stesso autore.

 
Commenti (5)
Violazione della dignità della persona
1 Mercoledì 03 Marzo 2010 20:00
ElisaN
In Italia questo tema è forse meno diffuso rispetto a paesi come l'America o l'Inghilterra, o forse semplicemente se ne parla di meno. Questo è un tema di estrema attualità e che necessita di un'attenzione immediata; da una parte c'è chi improvvisamente non ha più fiducia verso i sacerdoti, mentre dall'altra ci sono coloro che assolvono la figura del sacerdote così temuta e rispettata.
Credo che la Chiesa dovrebbe affrontare umilmente una situazione così grave e cercare di eliminare e allontanare i preti coinvolti; inoltre penso che anche le famiglie delle persone abusate dovrebbero guardare alla realtà e non nascondersi dietro la paura per l'autorità della Chiesa.
Gli abusi sessuali sono una grave violazione della dignità della persona.
Potere e plagio
2 Mercoledì 07 Aprile 2010 22:53
santegiannoccaro

E' talmente grande il potere di chi rappresenta un'intera cultura, secoli di credenze e, possiamo dire per tanti sinceri casi, di fede, che non credo sia difficile poter plagiare persone con una personalità fragile o in formazione. Persone che non hanno magari un riferimento familiare o amicale tale da sostenerle nei momenti di maggiori difficoltà.

L'abito non fa il monaco ma deforma la realtà, la sottopone alla falsità e spesso nella rete del ragno cadono tante prede indifese.

Il problema non può essere risolto allontanando i preti torturatori e violentatori, perchè in realtà dovrebbero essere condannati al carcere.     Nel mondo moderno, un uomo non può essere l'emblema di una fede, non può incarnare e rappresentare la divinità in terra. E' un anacronismo che ritarda la dialettica sociale, che emargina in una grande solitudine ogni essere fragile, costringendolo ad accettare passivamente ogni forma di pressione simbolica, ogni totem.            quando riusciremo a impiantare un sistema educativo di cultura laica? Di diritti e di buon senso. Di realtà e di dialettica, con una grande fede nella vita e in tutte le sue manifestazioni di libertà e spontaneità nel rispetto degli altri.

 

Ma tra i preti i pedofili sono davvero più numerosi?
3 Giovedì 08 Aprile 2010 21:56
aatzn

A mio modesto avviso, se i preti pedofili in percentuale non fossero più numerosi dei panettieri o dei bancari pedofili, questa l'attuale attenzione sarebbe in buona parte fine a se stessa, frutto di ingenuità, moralistismo, morbosità. In particolare non avrebbero senso tutte le domande circa le cause specifiche (a partire dal celibato, dall’omertà, dalla sessuofobia etc. tipicamente cattolici). Ecco allora la mia domanda.

Circolano cifre contraddittorie raccolte evidentemente con criteri diversi, per non parlare dei raffronti spesso superficiali e privi di metodo. Su questo specifico punto, il pur utilissimo articolo di Mastrofini non offre un grande aiuto. Trae dalla letteratura sull’argomento percentuali che vanno dall’11 all’1 per cento, per concludere, comunque, che tra i preti cattolici non si riscontra una particolare incidenza del fenomeno. Siamo sicuri?

Sulla voce Pedofilia di Wikipedia si legge che nel 2009 l’arcivescovo Tomasi dichiara che il clero cattolico è colpevole di pedofilia nella percentuale dell’ 1,5-5%. Nel 2009 un libro Usa parla di un 4,3% di preti pedofili, in qualche anno si arriva a un 8%, nel 1975 al 9% , con estrapolazioni ipotetiche si arriva a percentuali anche maggiori. La voce Catholical sex abuse cases di Wikipedia si affida al prof. Th. Plante, che in un articolo disponibile anche in rete, sostiene che  il 2-5% dei preti avrebbero commesso atti del genere, cifra inferiore  alla media degli adulti, che si aggirerebbe sull’8%. Molto più alta sarebbe la percentuale tra gli insegnanti della scuola pubblica. Secondo C. Shakeshaft il 14% dei Battisti del sud Usa sarebbero stati coinvolti in sesso inappropriato. Ma ovviamente almeno una parte dei dati (sicuramente quell’altrimenti inverosimile 8%) si riferiscono al più generico sesso coi minorenni.

Anche Introvigne (http://www.cesnur.org/2007/mi_preti.htm) invita a non fare confusione a questo proposito: si fa presto a parlare di pedofilia! Ma il problema è veramente nominalistico? Un trentenne che fa sesso con una dodicenne potrà anche non essere un pedofilo in senso stretto (tecnico, medico, psicologico), ma sicuramente suscita un certo allarme presso i genitori della fanciulla, la società, la stampa, l’opinione pubblica, le autorità (in paesi come il nostro si tratta di stupro anche in presenza di una qualche eventuale forma di consenso). Ma fa una certa impressione anche vedere un ragazzo, sia pure quasi diciottenne, che, disorientato e turbato, si rivolge a un prete per avere un sostegno morale e spirituale e se ne ritrova le mani addosso (mi riferisco a una recente inchiesta televisiva).

Se vogliamo, fissiamo diverse soglie anagrafiche (sopra i 18 per certi ardimenti libidinosi a sorpresa; sotto i 18 per un’indagine generale ma di interesse per tanti genitori; sotto i 16 per stupro di consenziente da parte di tutore o affine; sotto i 14 per lo stupro di consenziente senza e se e senza ma; sotto gli 11 anni per la pedofilia strettamente intesa), ma confrontiamo i dati con serietà e facciamo chiarezza: il fenomeno specifico esiste o no?

Pare che lo stesso Ratzinger abbia ammesso un 1% di preti pedofili. Il sito Caramella Buona ci rivela che in Italia ci sono 1322 detenuti per pedofilia (di cui 400 stranieri e 98 donne). Ora, rapportando gli 800 italiani al totale di venti milioni di adulti italiani, si ottiene una percentuale generale dello 0,04 %, che ovviamente non tiene conto dei pedofili in libera circolazione, ma che è comunque venticinque volte inferiore alla percentuale più prudenziale riguardante il clero cattolico, quella dell’1%.

Alcuni opinionisti hanno esplicitato le loro perplessità. Facci a es.:

http://www.macchianera.net/2010/03/10/otto-per-mille-cinque-per-cento/ 

Recentemente il portavoce del Vaticano, padre Lombardi, ha commentato le ultime notizie provenienti dall’Austria, notando come in quel paese “i casi accertati in istituzioni riconducibili alla Chiesa sono stati 17, mentre ve ne sono stati altri 510 in altri ambienti”. Pur con stime prudenziali e limitandosi all’esame dei dati forniti da Lombardi, alcuni blogger ci hanno fatto sopra qualche calcolo, arrivando a stimare la percentuale dei preti pedofili almeno quindici volte maggiore della media maschile italiana.

http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/L%27Assoluto_e_il_Relativo

http://metilparaben.blogspot.com/2010/03/vi-conviene-parlare-di-numeri.html

Obbedienza all'autorità
4 Sabato 15 Maggio 2010 10:37
cianciasal

Spero che in un momento di "crisi" non economica ma di valori la gente cominci ad interrogarsi a ravvedersi sul "fascino della divisa" o sull'abito del monaco... dalla Psicologia Sociale al Cinema veniamo stimolati a riflettere sull'acquiescienza totale indotta dalle autorità e, purtroppo, ancora la gente non ha consapevolezza di tali automatismi, in parte innati (anche i primati hanno una gerarchia) e, soprattutto acquisiti.

Robert Cialdini nel suo best seller "Le Armi della Persuasione", ci ricorda che il 10% degli incidenti sanitari sono dovuti ad errate indicazioni dettate dei superiori.

Stanley Milgram, l'uomo che scioccò il mondo nel 1961 ci ha dimostrato che 2 persone su 3 possono fornire scariche elettriche fino ad uccidere, se posti in determinate condizioni con un'autorità che sollecita l'incremento del voltaggio.

Accendiamo la tv e a "Le Iene" osserviamo che, dopo aver mandato in onda uno speciale su un prete che palpeggiava le ragazze del paese, la settimana successiva lo stesso paese nonostante l'evidenza delle immagini sminuiva l'accaduto attaccando addirittura gli autori della trasmissione per aver manomesso il video.

Come diceva Erich Fromm "se la capacità di disobbedire ha segnato l'inizio della storia umana può darsi benissimo che l'obbedienza ne provochi la fine"...

Salvatore Cianciabella

cercasi informazione disperatamente
5 Martedì 18 Maggio 2010 17:07
C.s.
Purtroppo o per fortuna, finalmente se ne parla...
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