Linee guida per la valutazione dell'abuso PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Capri, Mariangela Togni   
Numero 218 - anno 2010 - pagg. 20-24   

Per cercare di venire a capo del problema dell’attendibilità delle testimonianze, sono stati redatti svariati documenti: la “Carta di Noto”, il “protocollo del CISMAI”, il “protocollo della SINPIA”, la “Carta di Treviso”, le “Linee Guida per lo Psicologo Giuridico” dell’Associazione Italiana di Psicologia Giuridica e, recentemente, formalizzato dal Consiglio dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, le “Linee Guida per le perizie in caso di Abuso sui Minori”.
Quali sono gli elementi di novità di quest’ultimo documento rispetto ai precedenti? Si tratta di un documento molto dettagliato per quanto riguarda la definizione e le competenze dello psicologo (il cui contributo viene ad assumere un ruolo centrale), le modalità del colloquio con il minore, il profilo di quest’ultimo come testimone attendibile o inattendibile.

Un primo punto riguarda la definizione delle competenze dello psicologo impegnato nell’ascolto e nella valutazione clinico-forense dei minori coinvolti nei percorsi giudiziari dei procedimenti penali. Chiamato a fornire la sua opera, lo psicologo deve essere in possesso di una approfondita conoscenza psicologico-giuridica, di una formazione psicoterapeutica, di una significativa esperienza clinica in psicologia e psicopatologia dell’età dello sviluppo, di una competenza nell’uso dei test psicologici.

 
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