Che cosa ci rende felici? PDF Stampa E-mail
Scritto da Jan Delhey   
Numero 218 - anno 2010 - pagg. 44-50   
Le ricerche degli ultimi vent’anni hanno portato alla luce molte cose sulla felicità e le sue condizioni. Ad esempio, dagli studi sui gemelli sappiamo oggi che i geni e la personalità vi contribuiscono in grande misura. Ognuno di noi, attraverso una sorta di lotteria biologica, ha una disposizione individuale a essere tendenzialmente più felice o infelice, soddisfatto o insoddisfatto. Una disposizione, tuttavia, non è altro che una disposizione, e il benessere soggettivo è influenzato anche dalle circostanze di vita. Sappiamo bene di che cosa si tratta: una stabile vita di coppia, amicizie, una rete di sostegno sociale, un lavoro soddisfacente, attività appaganti nel tempo libero, ma anche un reddito adeguato e un corrispondente standard di vita.
Analoghe regole empiriche valgono per il confronto fra società diverse, considerate nel complesso. Ai primi posti in graduatoria ci sono i paesi dove troviamo riunite quanto più possibile queste caratteristiche: un alto livello di libertà politica, parità fra i sessi, un clima di fiducia reciproca, benessere materiale. Il sociologo finlandese Erik Allardt riassume tutto ciò in una formula incisiva: having, loving, being, avere, amare, essere. Quanto pesi la prima voce, il possesso materiale, nel livello complessivo di felicità, è oggetto di vivaci discussioni. Il denaro rende felici: questo vale ancora nei paesi ricchi, o lì il materialismo è superato da tempo?
 
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