|
Scritto da Birgit Weidt
|
|
Numero 218 - anno 2010 - pagg. 76-79
|
Psychologie Heute (Birgit Weidt): Appena un momento fa eravamo allegri e contenti, ora siamo malinconici e di cattivo umore. Cosa sono propriamente gli stati d’animo e perché spesso cambiano con tanta rapidità? Gerd Gigerenzer: Sentimenti e stati d’animo si possono descrivere con una parola: passione. Dentro c’è l’aggettivo “passivo”. Ciò significa che noi subiamo i sentimenti e che l’agente che mette in moto il nostro stato emotivo sta fuori di noi. In Occidente le passioni sono viste come qualcosa che è governato dall’esterno. Chi reagisce di continuo a stimoli esterni è destinato a passare dall’euforia a una mortale tristezza se l’ambiente intorno a lui cambia in peggio. Gli stati d’animo di regola nascono a causa di influenze esterne e quanto meno sappiamo controllarci, tanto più siamo esposti a questi sbalzi d’umore. BW: Ma di certo gli stati d’animo che proviamo sono anche, per così dire, di nostra proprietà. GG: La maggior parte di noi crede che vengano da dentro, da noi stessi, ma questo è vero solo in parte. Ad esempio, se lei ora si arrabbia, ha sempre una scelta: può montare in collera, oppure può cercare di distrarsi, non lasciare che la cosa degeneri e pensare a qualcos’altro, più gradevole. Gli stati d’animo sono prima di tutto anche una questione di come si interpreta la propria vita. Se voglio, ogni giorno posso trovare innumerevoli ragioni di malumore, ma sarebbe meglio cercare motivi per essere allegro. Ad esempio: io viaggio molto all’estero e vedo come da noi in Germania le cose vadano bene, economicamente, culturalmente e anche dal punto di vista della sicurezza sociale. Nei miei viaggi vedo anche le condizioni privilegiate che abbiamo all’Istituto Max Planck per il lavoro di ricerca, quasi in assoluto migliori che in ogni altra parte del mondo. Di questo ho chiara consapevolezza. Purtroppo, però, e anche questo è vero, i tedeschi si presentano spesso come piagnoni e brontoloni cronici. Dipende soprattutto dal fatto che guardiamo le cose con i paraocchi: molti di noi non si rendono conto di come in realtà siamo fortunati, ad esempio in confronto a tanti altri popoli o, dal punto di vista storico, rispetto alla Germania di un secolo fa.
|